Napoleone ed Elisa: da Parigi alla Toscana

21 febbraio 2020
Palazzo Ducale di Lucca


Storia di una straordinaria seduta di posa. Cortigiani di Elisa e artisti nel quadro di Pietro Benvenuti

Sei artisti, sette donne, una principessa, una bambina e un levriero: chi sono e qual è il loro messaggio, storico? È quanto racconteranno Maria Elisa Tittoni, già dirigente dei Musei di Roma Capitale, e Giulia Gorgone, già direttore del Museo Napoleonico di Roma, nell’incontro “Storia di una straordinaria seduta di posa. Cortigiani di Elisa e artisti nel quadro di Pietro Benvenuti”, venerdì 21 febbraio alle 17,30 a Palazzo Ducale (Sala del Trono) a ingresso libero. L’incontro è organizzato dall’associazione “Napoleone e Elisa: da Parigi alla Toscana” nel calendario di iniziative “2020: Elisa 200 anni”, ideato per ricordare i 200 anni dalla scomparsa della sorella di Napoleone, avvenuta il 7 agosto 1820 a Trieste. Si tratta del primo di due incontri incentrati sulla lettura di questo importante quadro, in cui figurano artisti e dame di corte di Elisa, la principessa stessa con la figlia e un levriero molto amato, che ricorre anche in altre raffigurazioni di Napoleona Elisa: un’opera così particolare da potersi considerare quasi un manifesto di Governo della Principessa di Lucca e Piombino, duchessa di Massa, Principessa di Carrara e granduchessa di Toscana. “Del Benvenuti si deve sapere che fu tra i più apprezzati dalla principessa Elisa e prima di lei, della regina d’Etruria, Maria Luisa di Borbone che lo nominò Direttore della Reale Accademia di Firenze – anticipa Roberta Martinelli, presidente dell’associazione -. A introdurlo alla regina d’Etruria era stato il grande scultore Antonio Canova, che non smise mai di proteggerlo. Anche la considerazione che la principessa Elisa riservò al pittore Benvenuti si può far risalire ad Antonio Canova, che Elisa volle alla sua Corte di Firenze così come lo aveva voluto nell’Accademia napoleonica di Lucca nel 1806”. “Nella primavera del 1812 – proseguono – all’apice del potere imperiale, a Canova venne affidato l’incarico di realizzare una raffigurazione celebrativa di Elisa. Per solennizzare l’avvenuta esecuzione dell’opera, Elisa volle che il pittore Benvenuti, con un quadro di grandi dimensioni (3,25 per 4,85 metri), fornisse la rappresentazione della scena durante la quale Canova presentava alla principessa il suo ritratto in marmo. Benvenuti si dimostrò in grado di soddisfare la richiesta della principessa e concepì il suo quadro come una celebrazione di Elisa protettrice delle Arti. Con questo obiettivo si inventò una scena che vedeva riunita attorno ad Elisa la eletta compagnia degli artisti, scultori, pittori, miniaturisti, che facevano parte della sua Corte. Era quella la prima volta che in un ritratto ufficiale accanto alla Sovrana, alle sue dame e ad i suoi dignitari, apparivano gli artisti”.